La ripresa delle imprese artigiane e delle micro e piccole imprese emiliano-romagnole è al centro di un focus sugli effetti del Covid presentati dal Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna. Le Mpi e le imprese artigiane che prevedono di recuperare i livelli pre crisi Covid-19 entro la fine dell’anno sono il 38,5%.

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I dati della ricerca sulla ripresa delle imprese artigiane in Emilia-Romagna

I risultati dell’ultima rilevazione di Confartigianato Emilia-Romagna conta oltre 750 interviste a micro-piccole imprese e imprese artigiane. Diverse sono le tematiche affrontate: dinamica del fatturato rispetto livelli precrisi; capacità di recupero delle imprese; incertezza; fattori di rischio; difficoltà di reperimento e mancanza di competenze; effetto digitalizzazione; investimenti e misure di supporto per la loro realizzazione; sostenibilità ambientale e Superbonus 110%.

I prezzi delle materie prime

La ripresa è messa a dura prova dall’esorbitante aumento dei prezzi materie prime, in particolare gas, gasolio ed energia elettrica (l’impatto sarà forte sul 79,2% delle imprese), dalla scarsità di materiale per la produzione (54,4%) e dalla difficoltà di reperimento di personale (42,9%).

Il ricorso al credito

Il 26,9% delle imprese ha fatto ricorso o farà ricorso al credito d’imposta per investire. Tra gli investimenti ritenuti necessari per competere ci sono quelli in nuovi macchinari (37,1%), in interventi di efficientamento di macchinari esistenti (30,3%) e in acquisto di software (29,4%).

La trasformazione digitale

Tra le principali conseguenze della trasformazione digitale il cambiamento delle modalità di produzione, comunicazione e distribuzione (69,3%) e l’aggiornamento delle competenze dei dipendenti (66%).

La Green economy

Sono il 63,7% le Mpi emiliano-romagnole che hanno attivato almeno un’azione a favore dell’ambiente; nel dettaglio tra le azioni green più gettonate:

  • riduzione consumi risorse (34,2%)
  • utilizzo materiali maggiormente riciclabili (27,4%)
  • priorità ai prodotti locali (22,9%)
  • cambiato modalità di produrre/offrire un servizio (22,8%)

A favore della circolarità – prodotti/servizi più riciclabili, duraturi e riparabili – il 48,9% delle Mpi: è l’effetto della rivoluzione verde sul sistema delle piccole attività che trasforma il modo di “fare impresa” (59,6%), rende necessario aggiornare le competenze dei dipendenti (52,2%) e fa crescere la richiesta di consulenze ad hoc (51,7%).

Il Superbonus

Il Superbonus 110% traina il 38,7% delle Mpi dell’edilizia. Per la restante quota l’incentivo non rappresenta un traino allo sviluppo a causa dell’eccesso di burocrazia e dell’incertezza normativa.

Le parole del presidente di Confartigianato Emilia-Romagna, Davide Servadei

“Il focus del Centro studi mette in evidenza quanto la pandemia stia trasformando anche il lavoro artigianale, con una tendenza importante verso l’innovazione tecnologica che apre nuovi scenari di crescita e di mercati. Non a caso il recente bando della Regione Emilia Romagna dedicato alla digitalizzazione delle imprese artigiane ha fatto il pieno in pochissimo tempo. I nostri artigiani, anche in piena pandemia, non sono restati fermi, ma hanno continuato a pensare come evolvere la propria impresa. Ora però le prospettive di crescita e l’impegno degli imprenditori si stanno scontrando con dei fattori indipendenti dalla loro volontà: l’aumento a dismisura dei prezzi delle materie prime, in particolare delle commodities energetiche, e la scarsità di materiale per la produzione mettono a repentaglio la ripresa. È necessario quanto prima che il Governo intervenga con misure idonee per non disperdere quelle possibilità che l’arrivo dei fondi del Pnrr dovranno creare. Nello stesso tempo la difficoltà nel reperire manodopera specializzata per diversi settori è quantomeno paradossale, in un Paese che soffre di una disoccupazione cronica, in particolare giovanile”.

 

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