In un mondo sempre più orientato verso la sostenibilità, l’artigianato si conferma uno dei protagonisti della transizione verso un modello di economia circolare. È nella capacità di riparare, riutilizzare e rigenerare che il piccolo artigiano trova la propria nuova missione: trasformare ciò che è scarto in valore, con creatività e maestria.
Di questi temi si parlerà nel webinar “La sostenibilità artigiana”, che si terrà il 20 ottobre 2025 a partire dalle ore 17: un appuntamento promosso in occasione della Settimana per l’Energia e la Sostenibilità per approfondire il contributo dell’artigianato alla sostenibilità ambientale e sociale, con uno sguardo concreto alle esperienze del territorio.
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Il programma del webinar
La prima parte dell’incontro sarà dedicata agli aspetti teorici dell’economia circolare e alla “rigenerazione artigiana”, con gli interventi di:
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Silvia Grandi, docente all’Università di Bologna e ricercatrice associata del CNR
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Marco Fratoddi, giornalista e direttore di Sapereambiente
Nella seconda parte, spazio alle testimonianze di due imprese che fanno della rigenerazione e del restauro la loro missione quotidiana:
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Lorenzo Giannini, STP – Studiototipotente
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Lucia Crispino, L’Ottagono Restauro Legno
Il webinar rappresenta un’occasione di confronto e ispirazione per tutti coloro che credono in un futuro in cui la sostenibilità passa anche attraverso la sapienza delle mani artigiane.
I dati del Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna
Sono 12.540 le unità locali di imprese attive nei settori della riparazione, manutenzione, riciclo e recupero in Emilia-Romagna, pari al 3,0% delle imprese totali, in linea con l’incidenza media del 3,1% nazionale, e danno lavoro a oltre 47mila addetti dell’Emilia-Romagna.
Tra i principali settori che contribuiscono all’economia circolare in regione quasi metà (il 46,5%) sono imprese della manutenzione e riparazione di autoveicoli, mentre un ulteriore 16,3% è rappresentato dalla riparazione e manutenzione di macchinari. Seguono a distanza le imprese della riparazione di altri beni per uso personale e per la casa (5,2%), commercio, manutenzione e riparazione di motocicli e relative parti ed accessori (4,8%), riparazione di mobili e di oggetti di arredamento e laboratori di tappezzeria (2,6%), commercio al dettaglio di articoli di seconda mano in negozi (2,6%), riparazione di altre apparecchiature (2,5%), recupero e cernita di materiali (2,5%), riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa e il giardinaggio (2,3%), riparazione di computer e periferiche (2,0%), commercio all’ingrosso di rottami e cascami (1,9%), riparazione di apparecchiature per le comunicazioni (1,6%), riparazione di calzature e articoli da viaggio (1,6%), riparazione e manutenzione di prodotti in metallo (1,6%), riparazione e manutenzione di apparecchiature elettroniche ed ottiche (1,4%) e raccolta di rifiuti non pericolosi (1,1%).
Fonte: Istat, dati riferiti all’anno 2022
Da un sondaggio su oltre 700 imprese associate di Confartigianato Emilia-Romagna condotto a fine 2024 emerge che diverse imprese, a prescindere dal settore in cui operano, stanno già compiendo azioni nella direzione dell’economia circolare. Nel dettaglio risulta che il 12,2% delle imprese ha facilitato la durabilità e riparabilità dei propri prodotti, il 5,6% ha utilizzato materie prime seconde o ‘end of waste’, il 3,9% ha ridotto l’uso di materie prime e il 2,9% ha fatto investimenti riconducibili all’economia circolare.