Il settore della meccanica in Emilia-Romagna mostra segnali di stabilizzazione e una progressiva uscita dalle difficoltà degli anni precedenti. Sebbene nei primi nove mesi del 2025 l’export regionale abbia registrato una lieve flessione dello -0,7%, il dato è in netto miglioramento rispetto al -3,0% del 2024 e ha visto il terzo trimestre tornare in territorio positivo (+1,8%).
Sono questi i principali dati presentati alla Fiera Mecspe di Bologna dal Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna.
- Andamento dei comparti: l’export di autoveicoli tiene (+0,4%), nonostante una frenata del mercato statunitense (-10,5%), compensata in parte dalla ripresa di quello tedesco (+3,7%). Il comparto dei macchinari mostra un deciso miglioramento rispetto al 2024, pur restando leggermente negativo (-0,9%).
- Eccellenze provinciali: Parma si distingue con una crescita dell’export meccanico del +8,5%, trainata dai macchinari (+12,3%). Dinamiche opposte nella “Motor Valley”: l’export di autoveicoli cresce a Modena (+3,4%) ma cala a Bologna (-2,9%).
Nuove tensioni e rischi economici
Nonostante i segnali di ripartenza, il settore deve fare i conti con l’instabilità geopolitica:
- Crisi in Medio Oriente: l’Emilia-Romagna è la prima regione italiana per esposizione dell’export di macchinari verso quest’area (0,57% del PIL). In caso di estensione del conflitto, il 57,5% del “made in E-R” nell’area sarebbe a rischio.
- Credito e investimenti: nonostante una ripresa degli investimenti in macchinari nel IV trimestre 2025 (+3,0%), il costo del credito resta elevato. I prestiti alle imprese della meccanica risultano ancora in calo del -2,2% a causa dei tassi di interesse che hanno frenato la ripresa.

