Una rappresentanza di Confartigianato Emilia-Romagna ha fatto visita, venerdì 19 dicembre 2025, alla Comunità di San Patrignano, realtà di eccellenza del territorio riminese impegnata nel recupero e nell’inclusione attraverso il lavoro.
Durante la visita, la delegazione di Confartigianato ha potuto conoscere da vicino le attività produttive della Comunità, in particolare due laboratori artigianali: il laboratorio artistico, dedicato alla pittura, alle decorazioni e alla ceramica, e il laboratorio tessile, dove sono attivi diversi telai e si realizzano lavorazioni di alta qualità.
Alla giornata erano presenti il segretario nazionale di Confartigianato Vincenzo Mamoli, il presidente di Confartigianato Emilia-Romagna Davide Servadei e il segretario regionale Amilcare Renzi, che hanno sottolineato il valore del lavoro artigiano come strumento di crescita, dignità e riscatto personale. Per la Comunità di San Patrignano ha portato il suo saluto Roberto Cagliero, Consigliere delegato e Direttore raccolta fondi.
Vincenzo Mamoli: “Ringrazio Confartigianato Emilia-Romagna per aver scelto di festeggiare il Natale in un luogo così emblematico. Abbiamo ascoltato direttamente dai ragazzi come il lavoro artigiano sia uno strumento di recupero, di motivazione e di ricerca dell’eccellenza. Valori che noi raccontiamo nell’artigianato come impresa e che qui si manifestano come percorso di rinascita personale. Vivere San Patrignano dal vivo è un’esperienza emozionante e formativa: si entra in un’altra dimensione, che invita a riflettere su come possiamo impegnarci concretamente per offrire a questi ragazzi opportunità di inserimento nel mondo del lavoro al termine del loro percorso, e magari anche incoraggiarli ad avviare nuove esperienze imprenditoriali. Di San Patrignano apprezziamo profondamente la sua dimensione sociale: il recupero delle persone e la ricerca di valori che ritroviamo nella nostra Carta Etica e nel DNA dell’artigianato. Esperienze come questa dimostrano quanto si possa offrire al Paese, soprattutto oggi, per guardare al futuro con maggiore speranza”.
Davide Servadei: “Noi formiamo le persone affinché acquisiscano un mestiere, trasmettendo competenze e valori. San Patrignano fa qualcosa di ancora più profondo: recupera persone che si erano perse, colma i vuoti che la vita ha creato e lo fa insegnando loro un mestiere, consegnando uno strumento concreto per il futuro della loro vita. Per questo credo che questo sia uno dei luoghi che opera persino meglio di noi: noi diamo valore a vite già avviate, qui invece si restituisce una vita che rischiava di andare perduta. E tutto avviene attraverso il lavoro vero, non come metafora, ma come pratica quotidiana che consente di ricominciare e costruire un nuovo percorso di vita. Vedere dal vivo le competenze, la qualità e la professionalità con cui operano questi ragazzi e ragazze, e sapere che escono dalla Comunità con una formazione tipicamente artigianale, è ancora più significativo in un momento storico segnato da una forte carenza di personale qualificato. Questo ci richiama alla necessità di mantenere un legame stretto con San Patrignano, per valorizzare queste professionalità e creare nuove opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. È quindi una giornata che ci permette di celebrare il Natale dando un significato ancora più profondo alla nostra missione”.
Amilcare Renzi: “Oggi siamo qui perché San Patrignano rappresenta la culla del valore dell’uomo e della persona. Un valore centrale anche per l’artigianato, che da secoli mette al centro il talento umano, la dignità del lavoro e la crescita delle persone. Come associazione, nei suoi oltre 80 anni di vita, abbiamo sempre sostenuto il lavoro come strumento di realizzazione, inclusione e crescita. Oggi siamo qui non solo per testimoniare questa vicinanza, ma anche per imparare e rafforzare una cultura che appare sempre più necessaria: una cultura dei valori fondanti, della responsabilità e dell’inclusione. In un mondo che spesso tende a dimenticare questi principi e che, anziché includere, rischia di escludere, esperienze come quella di San Patrignano ci ricordano quanto sia fondamentale rimettere la persona al centro. Da qui nasce la consapevolezza che il lavoro artigiano, così come il percorso umano che si vive in questa comunità, possono essere ancora oggi una risposta concreta per costruire futuro, dignità e speranza”.
Roberto Cagliero: “È un grande piacere avere Confartigianato a San Patrignano, un luogo che possiamo definire il tempio dell’artigianato. Qui l’artigianato non è solo un mestiere, ma un vero e proprio metodo di recupero di giovani vite. Accogliamo ragazzi e ragazze sempre più giovani: l’età media è intorno ai vent’anni ed è in costante calo, con casi di dipendenza già a 12-13 anni. La strada per tornare alla vita passa proprio dal fare, dal lavoro manuale, dalla scoperta di saper creare qualcosa con le proprie mani. Imparare una professione è una delle grandi opportunità offerte dalla Comunità: attraverso il lavoro quotidiano, ogni ragazzo si mette in gioco, affronta i propri limiti e riscopre le proprie potenzialità. Oggi San Patrignano propone oltre 50 attività formative in più di 20 settori, molte nate grazie alla generosità di artigiani e professionisti. Produciamo, ad esempio, carte da parati realizzate interamente a mano, oggi presenti alla Casa Bianca e nei negozi Bulgari di tutto il mondo. Prodotti creati da ragazzi che, prima di arrivare qui, non sapevano nemmeno cosa fosse una carta da parati. Al termine del percorso, escono salvati da vite difficili e con un mestiere prezioso, spesso appartenente a tradizioni che rischiano di scomparire. Per questo San Patrignano è anche un baluardo dell’artigianato, e avere voi qui oggi è davvero un grande piacere”.
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