Nel secondo trimestre 2025, secondo i dati pubblicati da Unioncamere Emilia-Romagna, il commercio al dettaglio in regione ha registrato un andamento solo marginalmente positivo. Tra aprile e giugno le vendite sono cresciute dello 0,2% su base annua, un risultato che, a fronte dell’inflazione dei prezzi al consumo pari al +2%, equivale a una nuova contrazione in termini reali.
Andamenti settoriali
Il quadro settoriale mostra dinamiche differenziate:
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alimentare: sostanziale stabilità (+0,2%), ma sotto la spinta inflattiva del comparto (+3,5%);
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non alimentare: flessione contenuta (-0,9%), con cali più marcati per abbigliamento e accessori (-2%) e prodotti per la casa ed elettrodomestici (-1,3%).
I dati per dimensioni d’impresa
Le difficoltà colpiscono soprattutto la piccola distribuzione:
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microimprese (1-5 addetti): -0,9% vendite;
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medie imprese (6-19 addetti): -1,2%;
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ipermercati, supermercati e grandi magazzini: +3,5%, unico segmento in crescita significativa.
Demografia imprenditoriale
Sul fronte anagrafico, il trimestre ha visto 383 nuove iscrizioni (stabili rispetto al 2024) e 518 cessazioni, in calo rispetto all’anno precedente. Il saldo resta negativo: al 30 giugno 2025 si contano 41.259 imprese registrate nel commercio al dettaglio, con una perdita netta di 221 attività rispetto a un anno fa.
Aspettative
Nonostante i segnali di stabilizzazione, prevale la cautela: meno di un quarto delle imprese prevede un aumento delle vendite nel trimestre in corso.

