Il Presidente Marco Granelli:
«I primi sei mesi del 2010 hanno sostanzialmente confermato le previsioni che avevamo fatto ad inizio anno: l’Emilia Romagna non è ancora uscita dalla crisi. Naturalmente ci sono imprese che, bontà loro, si trovano nella fortunata condizione di evadere ordini e gestire aumenti del fatturato. Purtroppo, però, sono una minoranza. A domanda diretta artigiani e imprenditori rispondono di sentirsi nel bel mezzo della crisi, e di ritenere insufficienti e inadeguati gli strumenti messi in campo dalle istituzioni per sostenerle. Ci hanno chiesto di lavorare per semplificare la macchina pubblica e diminuire il peso della burocrazia, faremo il possibile perché queste necessità vengano recepite a Roma ed anche a livello locale. In Emilia Romagna molto è stato fatto sul fronte del credito ma molto altro resta da fare. La liquidità resta infatti l’emergenza numero uno ma servono anche sostegni al reddito delle famiglie e dell’occupazione.
La seconda parte dell’anno sarà diversa da quello che ci siamo lasciati alle spalle solo se artigiani e imprenditori non saranno lasciati soli: servono quindi misure che consentano alle aziende di reagire».
L'osservatorio congiunturale sulla piccola e la media impresa di Confartigianato Emilia Romagna ha analizzato l'andamento dell'economia regionale nel primo semestre 2010 ed ha creato una proiezione sull'andamento del prossimo semestre. I dati sono stati raccolti attraverso un'indagine telefonica, tra il 14 e il 25 giugno, su 900 imprese dell'Emilia Romagna con meno di 20 dipendenti. I primi sei mesi del 2010 sono stati caratterizzati da andamenti negativi per tutti i principali indicatori produzione, domanda, fatturato, export ed investimenti. L'artigianato soffre più della piccola e media impresa mentre analizzando gli andamenti provinciali è più positiva la situazione di Bologna e Piacenza, stabile quella di Modena e Parma, restano invece negative Ferrara, Forlì-Cesena, Reggio Emilia, Ravenna e Rimini.
Il quadro generale
L'andamento dei primi sei mesi del 2010 evidenzia ancora qualche contrazione nei volumi di produzione/domanda (variazione congiunturale -1,8%) anche se il bilancio tra andamenti positivi e negativi è più equilibrato rispetto al semestre precedente (saldo -10,3). Per il prossimo semestre si evidenzia una maggiore stabilità degli andamenti con una leggera prevalenza di chi prevede di incrementare i volumi produttivi. In termini complessivi le imprese emiliano-romagnole registrano nella prima parte dell'anno una perdita del volume d'affari dell'1,7%, confermata su base annua (-1,8%). Per i prossimi mesi si prevede una leggera prevalenza di andamenti positivi che potrebbe produrre un incremento pari a +0,4%. Per quanto riguarda il mercato del lavoro prosegue il trend negativo di fine 2009: il saldo è sfavorevole (-4,9) ed in termini di addetti nei primi sei mesi del 2010 si registra una oltre il 3%, mentre a livello tendenziale la contrazione è a -2,2%. Nel secondo semestre sono possibili altre fuoriuscite di personale (-0,5%). Gli andamenti negativi rilevati nella prima parte del 2010 non favoriscono la propensione ad investire, che nel corso del primo semestre si mantiene bassa ed in linea a quella registrata alla fine del 2009 (14,3%). Neppure per il prossimo semestre si prevede un incremento della quota di investitori. Nel primo semestre 2010 le esportazioni presentano un significativo incremento (+1,5%), in controtendenza rispetto al trend negativo del semestre precedente (-2,5%). Anche considerando la dinamica tendenziale si rileva un consistente progresso (+3,5%) e per i prossimi sei mesi si attende una variazione intorno ai tre punti percentuali.
I comparti artigianato e piccola impresa presentano alcune differenze, sia sul presente, sia sulle prospettive di sviluppo per il prossimo futuro. Nell'artigianato le flessioni di produzione/domanda e fatturato sono oltre i due punti percentuali, con contrazioni più contenute rispetto al semestre precedente, ma che riflettono il protrarsi di una situazione economica negativa. Le perdite di produzione/domanda e fatturato sono più ampie di quelle registrate a livello congiunturale (rispettivamente -3,2% e -3,1%). A livello occupazionale invece la flessione di addetti su base annua è meno accentuata di quella congiunturale (-2,3%). Nella prima parte del 2010 gli investimenti sono al di sotto del livello medio e nel prossimo semestre tale propensione potrebbe ridimensionarsi ulteriormente nonostante sia prevista una leggera ripresa nella produzione/domanda +0,9% e nel fatturato +0,8% e una sostanziale stabilità del dato occupazionale (-0,5%).
La piccola impresa evidenzia un andamento migliore nella prima parte del 2010 con ridimensionamenti più contenuti per produzione/domanda (-1,3%) e fatturato (-1,2%). Qualche flessione nell'occupazione (-0,4%), la quota di investitori è invece in linea sul semestre precedente (15,6%). A livello tendenziale gli andamenti di produzione/domanda e fatturato rivelano un sostanziale equilibrio con la prima parte del 2009 (-0,1% e +0,1%), mentre il trend occupazionale evidenzia una perdita superiore ai due punti percentuali. Le previsioni per il prossimo semestre mostrano una moderata ripresa per la produzione/domanda (+0,8%) che però non viene accompagnata da un'analoga crescita del fatturato (-0,2%). Stabile il livello dell'occupazione (-0,4%), mentre potrebbe aumentare la quota di investitori (9,7% programmati; 9,1% possibili).
Dopo un 2009 caratterizzato da pesanti ridimensionamenti il settore manifatturiero evidenzia, nella prima parte del 2010, un leggero incremento degli ordini (+0,6%) ed una crescita più consistente dell'export (+1,5%), mentre i volumi produttivi e di fatturato accusano leggeri ridimensionamenti. Una maggiore stabilità si rileva a livello tendenziale con gli ordini a +1,9%.
Le aziende del metallo e prodotti in metallo e della meccanica e macchine evidenziano le dinamiche migliori con andamenti positivi per produzione e fatturato, sia a livello congiunturale che tendenziale. Le imprese di alimentare, chimica, plastica, vetro carta e di elettrica ed elettronica presentano per la prima parte del 2010 saldi che rivelano un sostanziale equilibrio con il semestre precedente e possono rappresentare il punto di partenza per un effettivo rilancio. Le imprese del tessile, abbigliamento e concia e del mobile e legno sembrano un po' più attardate rispetto agli altri comparti: nella prima parte del 2010 si registrano ancora andamenti negativi. Le previsioni per il prossimo semestre potrebbero essere il segnale che anche per questi comparti si possa cominciare a parlare di una nuova fase di ripresa. Il settore edile sembra faticare più degli altri ad uscire dalla crisi: nel corso del primo semestre 2010 si segnalano significative contrazioni di domanda (-3,3%) e fatturato (-2,9%), ribadite, se non addirittura ampliate, se si considerano le dinamiche tendenziali (domanda -4,1%; fatturato -3,7%). Pesanti anche le contrazioni degli addetti (tra il -3% ed il -4% sia a livello congiunturale che tendenziale), mentre in leggero rialzo rispetto al semestre precedente si rileva la propensione ad investire (14,9%). Le previsioni per i prossimi sei mesi potrebbero ridare un po' di fiato al settore con qualche prospettiva di crescita di domanda e fatturato (+0,6%), nell'occupazione si attendono nuove contrazioni (-1,8%). Il settore dei servizi alle imprese ha registrato nel corso della prima parte dell'anno una flessione della domanda dell'1,8%, accompagnata da una perdita del fatturato dell'1,4%. A livello occupazionale il settore evidenzia una perdita del 2,4% rispetto a dicembre 2009, molto più contenuta su base annua: -0,9%. Nel prossimo semestre ci si attendono moderati incrementi di domanda e fatturato (+0,2%), nell'occupazione non si dovrebbero registrare nuove perdite, mentre dovrebbe crescere la propensione ad investire (18,7%). Il settore dei servizi alla persona presenta nella prima parte dell'anno una contrazione della domanda del 3,7%, accompagnata da una flessione del fatturato a -3,9%, che descrive un quadro a tinte più fosche rispetto a fine 2009. Anche considerando le dinamiche tendenziali si evidenzia un passo indietro effettuato dal settore nell'ultimo semestre rispetto a quello precedente, ma sul fronte occupazionale si rileva un andamento in controtendenza con un progresso vicino al punto percentuale. La seconda parte del 2010 potrebbe essere caratterizzata da variazioni positive per domanda e fatturato (+0,3% e +0,2%) ed anche sul fronte occupazionale dovrebbe essere privilegiata la tendenza ad assumere (+0,9%).