Da Quattro anni in viale Marconi, con il suo laboratorio di pasticceria
Il sogno al << Chocolat>> di Adriana, in proprio a pochi anni dalla pensione
Non c'è limite d'età per provarci, se ci si sente pronti
Imola. Chi ha detto che raggiunta la maturità è difficile rimettersi in gioco? Sicuramente faticoso ma non impossibile se si insegue un sogno. Cosi è accaduto ad Adriana Baracani titolare del laboratorio di pasticceria «Chocolat», una delle imprenditrici che Confartigianato Assimprese ha voluto fra le rappresentanti delle tante donne associate, per festeggiare l'Otto marzo. Adriana, ed è questa la cosa più curiosa, a pochi anni dalla pensione ha deciso di lasciare il suo posto fisso per mettersi in proprio, realizzando cosi un suo vecchio sogno. L'avventura è iniziata quattro anni fa quando, assieme ad una socia, Adriana ha rilevato un laboratorio di pasticceria all'ingrosso, per locali pubblici ma anche per cerimonie. «Prima - racconta - lavoravo come dipendente in una ditta analoga, ma quel posto me lo sentivo stretto, non mi dava più stimoli, volevo fare di testa mia anche se è vero che lì mi concedevano abbastanza spazio per esprimermi professionalmente. Cosi è nato "Chocolat", che fornisce soprattutto i bar. Prepariamo brioches, salati, paste, panini, tutto quello, che si è richiesto per le colazioni fuori casa». Gli orari sono i classici per questa tipologia di lavoro, e certamente non sono i più agevoli: «iniziamo alle undici di sera e andiamo avanti fino al mattino, finché non abbiamo finito, lo non ho problemi - aggiunge- perché alla mia età sono più libera da impegni famigliari, ma se penso alla mia collega che ha tre bambini ed esce dal laboratorio quando è tempo di accompagnarli a scuola...». Anche Adriana, comunque ha di che riempire il suo tempo libero, che ama dedicare al suo nipotino. All'inizio l'attività era seguita solo da Adriana e dalla sua socia, da un anno invece possono contare sull'aiuto di due apprendisti. Eleonora e Gianluca, appena diplomati all'istituto alberghiero di Riolo. «Sono bravi - dice - stanno facendo esperienza. E anche noi con il tempo siamo diventate più "pratiche". Rispetto agli inizi oggi siamo organizzate meglio, riusciamo a lavorare meno ore producendo di più. Ma in principio è stata dura. Ricordo che ero
sempre in laboratorio: una volta ho iniziato alle undici di sera e ho finito alle sei del pomeriggio seguente...».
E come sempre accade quando si comincia, ai sacrifici lavorativi si sommano quelli economici: «Un bell'investimento, perché subito dopo avere rilevato l'attività abbiamo rinnovato i macchinari e i locali. Siamo partite quasi da zero, con pochi clienti poi, piano piano, ci siamo fatte conoscere facendo assaggiare ai gestori dei locali i nostri prodotti. Così sono aumentati i clienti. E' stata quella la nostra migliore pubblicità».
L'entusiasmo non manca ad Adriana, le brillano gli occhi quando parla della sua attività, della quale non ha mai dubitato: «Per natura sono ottimista - sorride - quindi fin dall'inizio credevo fermamente di riuscire a realizzare questo sogno». Non c'è un limite d’età per provarci, se ci si sente pronti: «Erano più di dieci anni che lavoravo come pasticcera, ma non mi sentivo ancora pronta per mettermi in proprio, finché non ho ritenuto che fosse arrivato il momento giusto».
Quando Adriana annunciò al suo principale che aveva intenzione di aprire una sua attività, in proprio, lui le diede della matta: «Allora - racconta Adriana - io ho risposto che anche lui aveva avviato un'attività in proprio». E lui? «Ha detto che quando lo aveva fatto non aveva ancora compiuto i trent'anni». Così Adriana lo ha guardato, e sorridendo ha detto: «Beh... io non ne ho neanche sessanta!». Chi lavora in proprio non ha orari, si sa. Per questo occorre la passione, l'amore per quel che si fa. Soprattutto se l'attività è come quella di Adriana, che si svolge di notte: «E’ un lavoro che si fa solo se ti piace davvero, se c'è la passione. Con gli orari che comporta, altrimenti, non ci si riuscirebbe. E poi bisogna lavorare tanto con guadagni non elevati perché ci sono davvero moltissime spese», soprattutto se si utilizzano esclusivamente ingredienti di prima qualità: «Noi non useremmo mai prodotti scadenti. Utilizziamo il burro più buono e la cioccolata olandese, che è la migliore in assoluto. Non darei mai da mangiare agli altri delle cose di scarsa qualità, e poi le mie paste le mangiano i bambini!».
Ma chi gliel'ha fatto fare, a pochi anni dalla pensione? «Credo che questo sia un buon modo per concludere felicemente gli ultimi anni di lavoro. E poi quando arrivo all'età della pensione mica smetto. Se ho la salute vado avanti.