Crisi in Libia, a rischio le esportazioni dei prodotti Made in Italy

Crisi in Libia, a rischio le esportazioni dei prodotti Made in Italy

2018-09-05T09:56:40+00:00 5 settembre 2018|

Libia esportazioni petrolioLa crisi in Libia, inaspritasi nei giorni scorsi, con il concreto rischio di una destabilizzazione del Paese guidato da Fayez al-Sarraj sebbene si sia raggiunto oggi (mercoledì 5 settembre) un accordo di “cessate il fuoco”, riporta in primo piano il tema della sicurezza dell’approvvigionamento energetico e accentua i rischi sul fronte delle esportazioni. L’Italia è infatti il primo esportatore dell’Unione europea verso la Libra, con il 26,3% del totale Ue. A seguire troviamo la Spagna, con il 12,9%, la Grecia, con il 10,2% e Cipro, con l’8,3%.

Gli scambi fra il nostro Paese e quello nordafricano valgono, su base annua, 4.772 milioni di euro. L’energia, in particolare, pesa per l’88,4% dell’intero interscambio commerciale, e in particolare rappresenta il 99,2% delle importazioni, di cui il 72,2% petrolio e 16,5% gas e il rimanente 10,5% petrolio raffinato, mentre il petrolio raffinato rappresenta il 55,0% delle esportazioni. Nel dettaglio la Libia, nei primi cinque mesi del 2018, ha rappresentato il quarto Paese fornitore di petrolio e gas dell’Italia, dietro alla Russia, l’Algeria e l’Azerbaijan.

Il calo dell’export, calcolato a giugno del 2018, è riconducibile alla caduta del valore delle esportazioni di prodotti energetici (-12,9%), mentre per i prodotti manifatturieri no energy si registra un aumento del 15,4%, ripresa che può essere compromessa dall’accentuazione della crisi, dopo quattro anni in cui la dinamica delle esportazioni, al netto dei prodotti energetici, ha registrato il segno negativo. L’export dei prodotti no energy rimane comunque inferiore del 71,9% ai massimi registrati nel 2010, antecedente allo scoppio della guerra libica del 2011. I prodotti maggiormente esportati in Libia dall’Italia sono Alimentari (9,4% dell’export totale), Macchinari e apparecchiature (8,0%), Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (7,4%), Prodotti in metallo (4,5%) e Prodotti chimici (3,2%).

Le prime dieci province determinano oltre la metà (51,7%) dell’export no energy in Libia (in neretto quelle emiliano romagnole): sulla base degli ultimi dati disponibili, riferiti al primo trimestre 2018, la provincia con maggiori vendite del made in Italy in Libia è Milano (9,2% dell’export al netto dei prodotti raffinati), seguita da Parma (7,7%), Salerno (7,3%), Napoli (5,8%), Bologna (4,4%), Padova (4,3%), Vicenza (4,0%), Roma e Pesaro-Urbino (3,0%) e Firenze (2,9%).

(fonte Confartigianato.it)